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cosa sono le DCA?

Le DCA, anche denominati disturbi alimentari del comportamento o disturbi alimentari psicogeni (DAP) sono rapporti errati che l'uomo ha con la fame e la sazietà, i quali possono essere causati da dinamiche psicologiche, sociologiche, fisiologiche o ambientali.

Questi disturbi sono maggiormente diffusi nei paesi industrializzati.

Si possono distinguere in tre grandi categorie: anoressia, bulimia e disturbi dell'alimentazione non altamente specificati (atipici, parziali o subliminali). Non si possono definire malattie a se' stanti poiché hanno caratteristiche comuni. Infatti il rifiuto del cibo da parte del soggetto anoressico (causato dalla paura morbosa di ingrassare, nonostante la sua figura scheletrica) è un'alternativ alla cristi di fame incontrollabile, alle quali seguono sentimenti di disgusto per il proprio corpo o tentativi di liberarsi da ciò che ha ingerito attraverso vari metodi.

L'anoressia, come malattia, fa la sua prima comparsa già nel Medioevo con il nome di ''digiuno ascetico'' praticato, a quel tempo, da santi come Santa Margherita d'Ungheria.

Con il tempo i nome per definire questi comportamenti sono cambiati e i criteri diagnostici via via modificati, tanto che si inizia ad utilizzare il termine anoressia (come problema alimentare legato all'immagine del corpo) solo a partire dal Novecento.

Questo sintomo, un tempo rar, misterioso o distribuito tra le classi sociali medio-alte, oggi è equamente diffuso nei vari stati sociali, e colpisce maggiormente adolescenti e giovani donne, di eta compresa tra i dieci e i trent'anni. L'orientamento sessuale può contribuire alla sua comparsa, infatti è diffuso tra donne eterosessuali e uomini omosessuali.

Dal punto di vista psicoanalitico l'anoressia si può dividere in tre grandi strutture: quella nevrotica (comunemente detta anoressia isterica); psicotica (anche detta anoressia nervosa); e infine quella perversa.

Anche in questo caso però ciascun caso non appartiene ad una sola categoria.

Nell'anoressia isterica il soggetto iscrive il rifiuto anoressico nel campo della relazione con l'altro, nell'ossessione da essere desiderata dall'altra persona.

Per quanto riguarda l'anoressia nervosa, il soggetto rifiuta incondizionatamente il cibo per preservare un'immagine del corpo adeguata al proprio ideale narcisistico e puro, portandolo in questo modo ad effettuare regolarmente trattamenti per purificare l'intestino.

Nell'anoressia perversa, invece, vi è un'esposizione di tutto ciò che un corpo normale ''nasconde'' come ossa, venature, o stiratura dei muscoli.

Le cause che possono portare alla comparsa di questa malattia possono essere molteplici e collegati principalmente ad un'infanzia nella quale i rapporti con l'altro erano difficoltosi o risultavano pericolosi. Può anche solo essere la conseguenza di nuovi adattamenti che, vissuti con paura e ansia, portano ad una scarsa autonomia o semplicemente alla paura di perdere qualcosa o qualcuno.

 

Per quanto riguarda la bulimia come causa dell'anoressia allora si fa riferimento al senso di vergogna e inadeguatezza o alla confusione del sentire e volere.

Il soggetto è spesso racchiuso nel narcisismo della paranoia dove colpevolizza gli altri e si comporta inadeguatamente. In questo caso si parla di dipendenza (dal pensiero paranoico di riempire una mancanza) e con questo pensiero persecutorio e ossessivo finisce per diventare l'unico pensiero.

Cause provocate da fattori per così dire ''esterni'', sono la morte improvvisa o la rievocazione di situazioni di sofferenza. Gli ultimi non sono però diretti in quanto provocano patologie psicologiche come la depressione (una causa diretta che porta alla malattia).

Questo disturbo mentale ha conseguenze drammatiche sul corpo.

Inoltre l'individuo anoressico ha una percentuale più alta di morte, poiché è maggiormente esposto a malattie date da alterazioni neuro-endocrine, all'apparato muscolare-scheletrico e meccanico-traumatico.

Alcuni esempi di alterazioni neuroendocrine sono l'amenorrea, cioè la scomparsa delle mestruazioni, cute secca e intolleranza al freddo.

Danni invece all'apparato muscolare-scheletrico sono la comparsa di malattie la cui maggioranza sono irreversibili, come l'osteoporosi (la demineralizzazione delle ossa) che compare dopo cinque anni di anoressia.

 

Il trattamento di scelta dei disturbi dei comportamenti alimentari è psicologico. I trattamenti psicoanalitici e psicoterapeutici costituiscono lo strumento più utile di intervento, sebbene sia meglio affiancarlo (di fronte ad un soggetto anoressico da molti anni) a interventi di tipo medico-biologico, poiché permette di riportare la comunicazione viva tra il malato e la propria famiglia.

Le psicoterapie sono divise in due gruppi principali che sono quelle ti tipo cognitivo-comportamentali, basate sulla rieducazione del comportamento e sul funzionamento del pensiero; e quelle a orientamento analitico, dove l'accento è posto principalmente sull'esperienza personale e sulle emozioni delle persone. Affinché la cura vada a buon fine è buona norma stabilire un rapporto di comunicazione e collaborazione tra operatori ospedalieri, la paziente stessa e i suoi familiari.

La durata e i metodi della cura variano da caso a caso, ma in media inizia con ricoveri ospedalieri che durano poche settimane e proseguono alcuni mesi in centri specializzati sull'alimentazione.

Sarebbe meglio prendere coscienza della malattia prima che si aggravi tanto da dover ricorrere a dei ricoveri. Così facendo si effettuerebbero terapie come l'arte-terapia che si pratica individualmente o in gruppo dove, attraverso pratiche diverse come pittura o danza, l'anoressica rientra a contatto con i propri sentimenti, le emozioni e la creatività.

Un altro esempio è quello delle terapie psico corporee che, coinvolgendo corpo e spirito, consentono alla persona di prendere coscienza delle proprie sensazioni e dei propri bisogni per raggiungere uno stile di vita equilibrato attraverso l'arte del rilassamento.

L'anoressia è prevedibile lasciando spazio all'espressione e vivendo lasciandosi andare senza ossessione. Questa, come ogni altra malattia mentale, non può istaurarsi nella mente flessibile di una persona aperta alla vita e al desiderio dell'esperienza.