Una Domenica all’Archisa: l’arte dello Chef Michelangelo Granata nel Menu del Viandante

La Domenica è da sempre il giorno del riposo da lavoro settimanale, da vivere con la famiglia o gli amici intorno ad un tavolo bandito di ogni prelibatezza magari, in queste giornate d’autunno, davanti ad un camino.

Al ristorante “Hostaria Archisia”, a Farigliano, un paesino nella provincia del cunese, questo è possibile!

In una cornice seicentesca, un paesaggio naturalistico spettacolare, possiamo vivere il rituale del convivio con la stessa magia.

Farigliano è un piccolo paesino nelle Langhe, attorniato da geometrici fazzoletti di vigneti e frutteti che in questa stagione colorano di bruni , rossi e nuance di verdi un quadro che avvolge questo ex Convento.

Una stradina sterrata, in salita porta dinnanzi a questa antica struttura, viva ed in evoluzione continua per le ristrutturazioni ancora in atto; ampie finestre ti portano con lo sguardo dentro un locale caldo, avvolgente, tra particolari moderni e travi in legno originali del ‘600.

I tavoli disposti davanti ad un imperioso camino acceso, scoppiettante in armonia con la musica di sottofondo ad un preludio di piaceri del palato.

Il Menu Del Viandante, proposto dallo Chef Michelangelo Granata, promettente artista dell’ottava arte della nostra civiltà, porta la sua passione per la cucina nei piatti.

Un viaggio indietro nel tempo dai sapori e gusti del nostro tempo, ci fa gustare un Gaspacio Andaluso vellutata di pomodoro a profumo di peperoni con una morbida burrata pugliese.

Sicuramente la sua formazione all’Istituto Alberghiero Norberto Bobbio di Carignano, ha contribuito alla sua evoluzione professionale, ma il suo percorso professionale, al fianco di grandi nomi stellati come: Mirko Marchesi, Patrick Bertron e Benoit Violier ha sicuramente permesso di creare queste alchimie con una maestria incredibilmente magica, come un direttore d’orchestra unisce elementi semplici e genuini unendo culture e tradizioni diverse.

Il pranzo procede con Lumache di Cherasco in bagna càuda con piselli; un piatto delicato, equilibrato nelle consistenze, nei sapori e nei profumi che richiamano il territorio, la terra e la semplicità della cucina contadina nella nobiltà degli ingredienti.

Il Sommelier ci consiglia di pasteggiare con un Gewürztraminer francese, pastoso, morbido, profumato, fruttato lungo in bocca con un retro gusto di sottobosco che si sposa magnificamente con i prodotti della terra.

Il primo è un risotto con caviale di melanzane e pomodorini secchi, basta chiudere gli occhi e si viaggia dal nord d’Italia con le lumache in Bagna càuda sino al sud dove l’estate si caratterizza di plance al sole colme di rosso fuoco raggrinzito dal sapore dolce ed intenso che unito alle melenzane armonizza i sapori dolce amore del risotto.

Il pranzo giunge all’apoteosi del gusto con la trota salmonata in crema zabaione e zucchine, i sapori riempiono la bocca di una simbiosi di sapori, profumi e consistenze da sentire il bisogno di prolungare il rituale della masticazione per maggior piacere e musicalità nella bocca.

Il dolce chiude questo indimenticabile pranzo domenicale con una Bavarese alle fragole con spuma alla Barbera; una delizia che quasi passa inosservata per la presentazione del piatto, per la bellezza nella sua composizione e per la dolcezza che ben si sposa con il gusto intenso della spuma dopo un tripudio simile di continuo piacere e coinvolgimento di tutti i sensi.

Lo Chef Michelangelo Granata, come alla fine di una prima teatrale, prende umilmente i complimenti e insieme a tutto lo staff si prepara ai prossimi servizi con grande professionalità e precisione, pronti più di noi che fatichiamo ad abbandonare quel tavolo, affianco al camino scoppiettante, vivace e caldo ed una vista spettacolare, tipicamente autunnale del nostro meraviglioso paese che si allarga come un quadro impressionista dalle finestra dell’Archisa.

   
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