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I ricetti di Albiano d'Ivrea

Dettagli

I Ricetti sorgono sui gradoni del ripido declivio collinare ai piedi del castello, verso l'abitato di Albiano. Sono costruzioni a due piani con il piano terreno addossato al terrapieno, che generalmente serviva da cantina. Davanti e dietro ad esse si inerpica, a più tornanti, la stradina selciata che porta al castello, un tempo coperta di pergolati di viti.

In alcuni tratti si vedono ancora i mancorrenti in ferro infissi nel muro. Tra una fila e l'altra delle costruzioni ci sono le cosiddette "ritane", che servivano da areazione, deflusso delle acque piovane e, forse, da viabilità pedonale di emergenza. I vani del primo piano delle case dei ricetti sono sorretti da volte a botte o da ballatoi di legno, con loggiati esterni pure in legno; tali locali, i cosiddetti "cellaria", servivano da magazzini sicuri per custodire le derrate alimentari, specie grano e vino ed anche per rifugio di persone in caso di pericoli, assai frequenti nei secoli del medio evo.

Sotto la piazzetta dei Ricetti si estendono diversi vani sotterranei, adibiti a cantine. Un primo ricetto esisteva sin dal 1243. Era più a monte, entro le mura del castello. Successivamente il vescovo, con atto del 5 gennaio 1363, assegnò un piccolo lotto di terreno ad ogni famiglia che lo richiedeva, con la condizione che si costruissero un muro di cinta fortificato, provvedessero alla manutenzione dei fossati e ai turni di guardia.

All'interno dei Ricetti esiste ancora un pozzo d'acqua sorgiva, che zampilla sull'attuale Piazza Olivetti. Nella parte più bassa esisteva una ghiacciaia per la conservazione delle carni. Nell'angolo sud - est vi era il torchio di proprietà del Comune, ad uso dei particolari, oltre un idoneo spazio che serviva per la rifusione delle campane. L'intera area dei Ricetti forma un quadrato irregolare di circa 80 metri di lato.

Molti lotti hanno una superficie di appena metri tre per cinque e sulla mappa odierna (Foglio XVI)) se ne contano circa 130. E' probabile che in origine fossero oltre 150, per cui, essendo costruzioni a due piani, si può dedurre, che le famiglie assegnatarie fossero più di 300. L'intero complesso era difeso da un profondo fossato, con torre di guardia e ponte levatoio, per l'accesso dal basso, cioè dall'attuale Via Roma, e da una possente muraglia con camminamenti di ronda tutto intorno.

Molto probabilmente esisteva un passaggio sotterraneo che dalla piazza del Ballo (Olivetti) saliva al castello. La tradizione orale ricorda pure un altro passaggio sotterraneo dietro il castello, una specie di uscita di sicurezza, che sboccava sotto il cortile della cascina Bertinata. Ne mancano però i riscontri.

Fonte: Comune di Albiano d'Ivrea

   
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